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Palermo

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Itinerario Gotico Rinascimentale

Itinerario del ’600 e Barocco

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Palermo si affaccia su uno dei più bei golfi del Mar Mediterraneo, tra Monte Pellegrino e Capo Zafferano.

E’ una città con ben 2700 anni di storia. Fu infatti fondata dai Fenici , sebbene la presenza umana sia attestata sin dai tempi preistorici (lo testimoniano i suggestivi graffiti delle grotte dell’Addaura e della grotta Niscemi a Monte Pellegrino).

Palermo, ricca di storia, di arte e di cultura, è una città unica nel panorama mondiale. Quale altra città al mondo consente infatti di ripercorrere, esplorando il suo centro storico, la storia della civiltà mediterranea dai Fenici ai Borboni? Dove, se non a Palermo, è possibile ammirare necropoli puniche, resti di case romane, i tesori dell’arte bizantina, la raffinatezza dei monumenti arabo-normanni, il fascino del barocco per arrivare fino allo stile liberty di cui la città fu una delle più significative capitali europee?

La sua ricchezza artistica e culturale ne fece una tappa obbligata per gli artisti e gli intellettuali del passato che di lei si innamorarono (fra tutti Goethe e Byron).

Il nome Palermo deriva dal greco Panormus (cioè tutto porto) e fu poi storpiato dagli Arabi in “Balarmuh”. Il capoluogo siciliano, così come il resto dell’isola, è stato da sempre terra di conquista conteso dai vari popoli del Mediterraneo. Uno dei conflitti più aspri per il dominio di Palermo e della Sicilia intera fu quello del 264 fra Roma e Cartagine e il porto della città fu particolarmente ambito nella contesa perché posto in una favorevole posizione strategica. L’esito delle guerre puniche segnò la fine della dominazione cartaginese e l’inizio di quella romana.

Nel V sec.d.C. Palermo fu in balia delle scorrerie dei Vandali di Genserico e all’assalto barbaro oppose una strenue quanto disperata resistenza.

Successivamente venne occupata dagli Ostrogoti, dai Goti e, nel 535, dai Bizantini. Quella bizantina fu una dominazione molto importante perché arricchì significativamente il patrimonio artistico palermitano di esempi mirabili di arte musiva che ancora oggi si possono ammirare nella Cappella Palatina, nella “Sala di Re Ruggero” a Palazzo dei Normanni e nella chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (più nota ai palermitani come la Martorana).

Nell’831 Palermo fu attaccata dalle armate dell’Islam e costretta alla capitolazione dalla fame e dalla peste. La città, grazie ai nuovi conquistatori, assunse un ruolo eminente in Sicilia e nel Mediterraneo ,accolse stranieri provenienti da ogni nazione, ebbe un incremento della popolazione grazie allo sviluppo dell’industria e del commercio.

Se con i Romani la Sicilia era stata sfruttata senza ricevere nulla assumendo il ruolo di granaio dell’Impero, i Musulmani, invece, variarono le colture, introdussero opere di ingegneria idraulica e fecero di Palermo una città fiorente. A Palermo, all’epoca d’oro dell’Islam, circolavano le idee, la scienza, la poesia di un mondo che si estendeva dall’Oriente alla Spagna.

Oggi a Palermo non è rimasto alcun edificio islamico, un fatto molto sorprendente data la dimensione e l’importanza della città in quell’epoca. Chi abbia distrutto tutti i grandi o piccoli edifici e quando ciò sia avvenuto è difficile chiarire. Certamente le prime distruzioni risalgono all’XI secolo, allorché i Normanni conquistarono la Sicilia. Ma poiché durante la reggenza normanna i Musulmani non furono repressi, anzi largamente coinvolti negli affari della monarchia cristiana, dall’artigianato all’amministrazione degli uffici pubblici, è difficile pensare che i Normanni abbiano distrutto ogni traccia della cultura architettonica dei loro predecessori; e lo è ancor di più considerando il fatto che proprio dal periodo normanno ci sono pervenute numerose testimonianze dell’abilità artistica dei Musulmani. E’ in seguito, nel periodo in cui la Sicilia fece parte del regno cattolico della Spagna, regno che fondava il proprio prestigio nella vittoria sui Musulmani della penisola iberica, che è possibile ipotizzare un clima iconoclasta che imponeva la distruzione di tutto ciò che rappresentava l’Islam.

Le tracce della dominazione araba vanno dunque ricercate nell’architettura di molti monumenti di Palermo sorti sotto la dominazione dei Normanni,ma significativamente definiti monumenti arabo-normanni (primo fra tutti il celeberrimo Palazzo dei Normanni). E non solo. Lo spirito più autentico della cultura araba si coglie ancora nel folklore dei mercati palermitani, alcuni dei quali conservano il nome arabo (per esempio Ballarò che deriva dal nome arabo di un villaggio, Baiharu, da cui provenivano i commercianti che vendevano le loro mercanzie in città)

Sotto i Normanni, che conquistarono Palermo nel 1072, la città continuò ad essere cosmopolita e multietnica come era stata sotto gli Arabi. I Normanni seppero mantenere intatto lo splendore della città ed anzi contribuirono ad abbellirla edificando la splendida Cappella Palatina, la Zisa, la Cuba, numerose chiese e conventi.

Molto importante per la città di Palermo fu inoltre il periodo di Federico II, alla cui corte nacque la raffinata scuola poetica siciliana, alla quale accorsero gli spiriti più illuminati dell’epoca.

Successivamente vi furono le dominazioni sveva ed angioina che si conclusero drammaticamente nel 1282 con la rivolta del popolo di un lunedì di Pasqua. Al grido di “morte ai Francesi” il popolo diede inizio a quelli che passarono alla storia come i “Vespri siciliani” che furono una vera e propria strage.

Tuttavia Palermo e la Sicilia non smisero di essere terra di conquista e così dal 1382 al 1734 si succedettero le dominazioni degli Aragonesi, del Regno Sabaudo, di quello austriaco per arrivare fino alla dominazione dei Borboni,che si concluse nel 1860 con l’arrivo delle truppe garibaldine.

Del suo glorioso (e spesso doloroso) passato Palermo conserva tracce indelebili non solo nel suo inestimabile patrimonio artistico, ma anche nello spirito dei suoi abitanti,geneticamente aperti all’accoglienza delle più svariate culture. Ancora oggi Palermo è una città

multietnica in cui tutti gli estremi si toccano e riescono a convivere; una città bella, caotica, con un’energia dirompente e il visitarla rappresenta un’esperienza unica ed irripetibile.